“Per anni abbiamo giustamente perorato la causa del bere con moderazione, del consumo responsabile. Ebbene, dobbiamo dire che ci hanno presi fin troppo sul serio: i consumi di vino sono calati, osserviamo ovunque un rallentamento che riguarda un po’ tutte le fasce e che non ci fa dormire sonni tranquilli. Ma io sono ottimista e preferisco guardare al bicchiere mezzo pieno”. Lamberto Frescobaldi non ha perso la sua ironia toscana. Alla guida di uno dei gruppi vitivinicoli più antichi e blasonati in Italia e nel mondo e presidente dell’Unione italiana vini, la principale organizzazione del settore che conta oltre 800 soci per un fatturato complessivo di 10,6 miliardi di euro e l’85% dell’export nazionale, alla vigilia del Vinitaly lancia un messaggio rassicurante.

Quale?

“La netta impressione che abbiamo già toccato il fondo e che stia tornando la primavera. Abbiamo iniziato a rendercene conto poco più di un mese fa durante Wine Paris e sono convinto che riceveremo una conferma dai tanti operatori in arrivo a Verona, dove le aspettative sono alte. Il blocco post Covid si sta allentando e i mercati sono in fase di risveglio. L’America è ancora il grande malato, anche perché assorbe il 24% delle nostre esportazioni e sta affrontando un’inflazione importante, ma per chi ha avuto la capacità di gestire una distribuzione più ampia ed equilibrata lo scenario sta migliorando”.