Il vino italiano è entrato in quella che molti definiscono una “tempesta perfetta”: consumi in calo, eccesso di produzione, attacchi esterni di natura culturale e legati alla salute, cambiamento delle preferenze dei giovani, aumento dei costi e uno scenario internazionale sempre più competitivo. Eppure, secondo gli economisti, una svolta positiva potrebbe arrivare nel 2027, quando il ciclo economico dovrebbe tornare a salire. Da qui ad allora, però, le imprese si trovano ad affrontare un terreno accidentato e mettere in campo strategie nuove. A emergere con chiarezza è un concetto forte, sollevato dal presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi: essere più grandi, fare aggregazione, strutturarsi e migliorare la managerialità è ormai essenziale.

È questa la direzione indicata dai relatori del convegno “Il vino italiano nella tempesta perfetta: quali i modelli di business vincenti?”, che si è svolto il 14 novembre al polo universitario Santa Marta di Verona, presentato da Luca Castagnetti, direttore del Centro Studi Management DiVino di Studio Impresa, e moderato da Giulio Somma, direttore del Corriere Vinicolo.

Un momento del convegno

A fotografare la situazione è innanzitutto Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, che denuncia un clima a tratti ostile attorno al comparto. “Ci sono attacchi strumentali per spostare l’interesse verso altre bevande”, ha detto, spiegando che la questione non riguarda solo l’Italia ma “dalla Francia agli Usa ogni Paese risponde come può”. Nonostante questo, Bricolo resta convinto che l’Italia abbia più carte da giocare di altri competitor: un primato nell’innovazione, la forza della ristorazione italiana nel mondo, la capacità di creare successi globali come il Prosecco, “fenomeno impensabile vent’anni fa”, che oggi vanta quasi un miliardo di bottiglie e il 30% di export in molti Paesi. Per affrontare la tempesta, secondo Bricolo, serve fare squadra, essere più presenti nei mercati chiave e valorizzare l’attività promozionale, anche grazie ai nuovi fondi previsti dalla finanziaria per l’Ice.