PARIGI. “Oltre 60 milioni di ettolitri di vino invenduto nelle cantine italiane. Una vendemmia e mezzo ferma nei magazzini (68 milioni se si aggiungono i mosti). Il dato non era mai stato così alto: la crisi c’è. E dobbiamo guardare i dati, non raccontarcela”.

A Wine Paris, la prima grande fiera internazionale dell’anno e banco di prova del settore prima di Vinitaly, Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini e della storica azienda di famiglia, mette sul tavolo il numero che pesa di più: scorte mai così alte e un mercato che rallenta. “La cantina Italia sta crescendo, lo sfuso è a un livello preoccupante”. Appena due giorni prima, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida al Gusto aveva esposto la sua visione più ottimistica sul settore vitivinicolo.

Uno dei padiglioni dedicati all'Italia a Wine Paris

Ma il quadro generale è complesso e i viticoltori italiani analizzano la situazione approfittando del contesto internazionale di Parigi, in attesa del Vinitaly ad aprile. il rappresentante dei produttori parla di situazione chiaroscura. “Nel mondo dell’imprenditoria - dice Frescobaldi - essere ottimisti è d’obbligo, però i dati mostrano che tante persone hanno iniziato a fare delle rinunce. La crisi dei consumi sta anche nella perdita di potere d’acquisto. Negli Stati Uniti i dazi non hanno ancora mostrato del tutto i loro effetti perché gli americani hanno comprato tantissimo vino prima delle tariffe riempiendo i magazzini. E il vero impatto si vedrà nei prossimi mesi”.