Milano, 10 feb. (askanews) – “Non è in crisi il vino ma un modello vecchio di commercializzarlo. Noi lavoriamo per innovarlo”. Parola di Edoardo Freddi, la cui Edoardo Freddi International (EFI) ha chiuso il 2025 con una crescita del 6% rispetto al 2024, con 38 milioni di bottiglie vendute e un’operatività in 112 Paesi. “Non vedo tutta questa crisi, oggi si sta più attenti per diversi motivi (tensioni geopolitiche, inflazione, instabilità e nuove barriere commerciali) ma si tratta di percentuali che non incidono in maniera sostanziale sui consumi complessivi” spiega Freddi, precisando che la società ha consolidato la presenza in Germania, Stati Uniti, Svizzera, Canada, Regno Unito, Singapore e Giappone, registrando performance a doppia cifra in Germania, Svizzera, Canada, Singapore e Francia.

“I mercati più interessanti sono ora nell’Est Europa, in particolare in quei Paesi dove conoscono il vino e c’è una rete di locali, di professionisti e di sommelier” continua il manager, mettendo in luce anche la crescita di vini sempre più di alta gamma anche in Nazioni come Vietnam e Cina, e un crescente interesse in Centro e Sud America, “persino in Colombia nonostante i dazi e in Ecuador dove funzionano la fascia entry level e le bollicine”.