VERONA - La principale attrazione del Vinitaly quest'anno è una bottiglia gigante, lunga 30 metri ed alta 10, ideata dal ministro Francesco Lollobrigida in persona. Dal mattino fino a sera, il titolare dell'Agricoltura ha visitato gli stand del salone internazionale di stanza a Verona, stringendo mani e confrontandosi con gli addetti ai lavori.

Ministro, è il primo Vinitaly dopo la mannaia dei dazi americani voluta da Donald Trump. Com'è il bilancio? Quanto ne ha risentito il comparto?

«A dire il vero ho respirato grande entusiasmo. I dati registrati lo scorso anno segnano il record dell'export per il comparto, a quota 8,1 miliardi. È chiaro che quest'anno il combinato disposto tra dazi, criminalizzazione del vino, crisi geopolitica e debolezza del dollaro ha portato a una flessione della crescita rispetto ai risultati straordinari degli anni precedenti. Ma qui a Verona ho toccato con mano l'attenzione dei buyer tradizionali - ne ho incontrati americani, tedeschi e francesi - ma anche dei mercati emergenti ai quali guardiamo con grande attenzione».

L'Italia ora può produrre anche vini dealcolati. Quale opportunità di crescita offre questa nuova realtà alcol free?

«È una porta che abbiamo voluto aprire in accordo a tutta la realtà imprenditoriale del settore. Non c'è un'esplosione della domanda, è un opportunità che non può certo sostituirsi all'asset portante. Ma crediamo che i nuovi mercati vadano sempre esplorati: ogni mattina ci alziamo con l'idea di consolidare i nostri assi principali, ma anche con l'obiettivo di stanare nuove possibilità di crescita».