La cinquantottesima edizione del Vinitaly prende forma nel cuore delle istituzioni. Alla Camera dei Deputati, nella Sala della Lupa, la presentazione della nuova edizione restituisce subito la misura di un settore che non è solo economia, ma leva strategica del sistema Paese. Tra mercati in evoluzione, nuovi consumi e tensioni geopolitiche, il vino italiano si prepara a ridefinire il proprio posizionamento, e Vinitaly si conferma piattaforma di visione oltre che di business. Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, lo sintetizza così: “Siamo consapevoli delle sfide, ma l’Italia ha carte più importanti di altri”.
Carte che risiedono nella biodiversità vitivinicola e nella capacità storica di reagire alle crisi. Il primo tavolo diventa così racconto di resilienza. Piero Antinori richiama la crisi del metanolo come momento di svolta, da cui nacquero regole più severe e una nuova consapevolezza: “Si capì che il vino non poteva costare meno dell’acqua”. Marco Caprai insiste sulla dimensione culturale, José Rallo racconta l’innovazione della vendemmia notturna come linguaggio contemporaneo, Paolo Damilano ribadisce la fiducia nel sistema Italia, mentre Gaetano Marzotto invita a “fidarsi delle nuove generazioni”, in un contesto dove si beve meno, ma meglio.






