L'Aquila capitale del vino, oltre che della cultura 2026. La splendida città medievale, nel cuore del centro Italia, riscopre la sua anima enogastronomica ponendosi al centro di un festival, Vinorum, organizzato dal Consorzio tutela vini d'Abruzzo, che, alla sua prima edizione, convince e seduce wine love, esperti, turisti e curiosi. Nei tre giorni del weekend di metà maggio (16, 17 e 18) la città, arroccata ai piedi del Gran Sasso, ha svelato la sua intima bellezza, aprendo i cortili dei palazzi nobiliari del centro storico, dove sono state organizzate degustazioni con focus sui principali vitigni abruzzesi, in particolare Cerasuolo e Pecorino, ma anche Montepulciano, re dei rossi abruzzesi, e bianchi da scoprire come Montonico e Cocciola. Al contempo, la vasta e monumentale piazza del Duomo, appena ristrutturata, su cui - oltre alla cattedrale dedicata al patrono San Massimo - affaccia il gioiello barocco della chiesa delle Anime Sante, ha ospitato gli stand di numerose cantine, arrivate nel capoluogo da tutta la regione.
Il centro storico dell'Aquila
In tutto, 41 stand di altrettante aziende più dieci del mondo del food hanno accolto il popolo dei gourmand, desiderosi di assaggiare non solo i vini del territorio, ma anche le specialità gastronomiche, dagli arrosticini alle pizze fritte, dalle pallotte cacio e ova ai salumi fino ai dolci, tutti fiori all'occhiello dello street food locale. E a proposito di cibo, tra ristoranti di alta cucina e osterie, fra gelaterie e caffè, i locali della città hanno fatto il pieno di turisti, che nei giorni della kermesse hanno approfittato anche per fare giri fuori porta negli incantevoli borghi del circondario quali Santo Stefano di Sessanio con la vicina Rocca Calascio, alle soglie del parco Nazionale d’Abruzzo Scanno e Pescasseroli, e poi Caporciano e Ofena, forno d’Abruzzo, principale area di sviluppo della viticoltura aquilana, insieme a Vittorito.






