Domenica 17 Maggio 2026 | 17:06
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foto Ansa
Domenica 17 Maggio 2026, 10:24
«Ho il forte sospetto che possano essere morti per una grave imprudenza». Il professor Franco Introna, ordinario di Medicina Legale dell’Università degli Studi di Bari, esperto di Medicina legale subacquea ed iperbarica, ha seguito molti casi complessi di annegamenti e incidenti in mare. Istruttore subacqueo, grande appassionato ed esperto di immersioni, spiega cosa potrebbe essere accaduto ai cinque connazionali deceduti durante un’immersione. Sei in tutto le vittime considerando la morte di un soccorritore maldiviano impegnato nelle operazioni di ricerca dei quattro sub dispersi. «Alle Maldive nelle crociere organizzate, le immersioni sono consentite fino a 30-35 metri di profondità massima. Due le possibilità: utilizzare il «Nitrox» (miscela di azoto e ossigeno), oppure la classica aria compressa. In entrambi i casi la monobombola è da 11 o, al massimo da 15 litri. Peraltro le immersioni in grotta sono quelle più difficili e pericolose. Occorre che i subacquei abbiano brevetti specifici affinché una guida possa organizzarle. Nessun subacqueo esperto avrebbe mai effettuato una immersione a 63 metri di profondità utilizzando il Nitrox in quanto sarebbe incorso sicuramente in una narcosi da ossigeno. E immergersi con una sola bombola caricata ad aria compressa sarebbe stata una follia».










