In Maremma, in Toscana in provincia di Grosseto, nel villaggio di Cupi, sorge Casale Oleo: un progetto di ospitalità e cucina nato da una famiglia che arriva da un mondo lontano da quello agricolo e rurale, quello della moda e dei viaggi internazionali. Dopo anni trascorsi tra Torino, Madrid e Bassano, la famiglia Serafini ha scelto di riunirsi in Toscana per costruire un luogo che fosse prima di tutto casa, e poi ristorante e agriturismo. Un luogo dove il lavoro diventasse esperienza condivisa e quotidiana. “Non volevamo creare un’operazione turistica, ma un posto vero” racconta Simone Serafini.La storia della famiglia SerafiniSimone Serafini, 31 anni, oggi responsabile della parte agricola e della produzione dell’olio, proviene da un percorso legato alla consulenza nel settore moda. Il padre ha lavorato nelle risorse umane sempre nell’ambito fashion, mentre la madre si è occupata di import-export nello stesso ambito. Un contesto internazionale, dinamico, lontano dalla campagna. Il fratello Alberto, 27 anni, invece, è l’unico ad aver seguito un percorso gastronomico strutturato: formazione al Basque Culinary Center, esperienze in cucine stellate come La Stella Alpina con Norbert Niederkofler e da Crippa, fino a collaborare al primo anno di apertura di un progetto di ristorazione importantissimo come Contrada Bricconi.Oggi è lui a guidare cucina e cantina di Casale Oleo. “Abbiamo sempre viaggiato molto, ma a un certo punto abbiamo sentito il bisogno di tornare a un centro” racconta Simone. Anche i genitori sono parte integrante del progetto: “Senza di loro non sarebbe possibile questa accoglienza quotidiana”.Il casale, la Maremma e la costruzione del luogoIl progetto prende forma nel 2022 quando la famiglia trova un poggio con vista a 360 gradi che abbraccia l’Argentario, Punta Ala, l’Isola d’Elba nelle giornate limpide e il Monte Amiata nell’entroterra. “Ci siamo fermati qui e abbiamo capito che era il posto giusto” continua. I lavori iniziano subito e nel 2025 Casale Oleo apre ufficialmente.La struttura è volutamente piccola: 5 camere e un ristorante da circa 30 coperti, pensati per garantire attenzione e cura. Intorno, 2 ettari di uliveto con circa 800 piante e un orto stagionale che segue il ritmo naturale della terra con ortaggi ed erbe aromatiche. La filosofia agricola è al centro del discorso: stagionalità, filiera corta e collaborazione con produttori locali della Maremma. Dai caseifici come Paola Aloi, che produce formaggi di capra, ai pescatori e allevatori della zona fino a piccoli artigiani agricoli che lavorano da generazioni.La cucina di Casale OleoLa cucina di Casale Oleo si sviluppa attorno alla brace, vero centro del progetto gastronomico. Da qui nasce una proposta che cambia con la stagionalità e che si articola in due menu degustazione da 5 e 7 portate (65€ e 90€), oltre a una carta ridotta e un menu under 35 pensato per rendere l’esperienza accessibile anche a un pubblico più giovane (3 portate a 30€). “La nostra non è una cucina di tradizione pura” racconta Simone Serafini, “perché non saremmo credibili a farla in quel modo. Siamo arrivati qui da un altro mondo e da altre esperienze, quindi abbiamo scelto di partire da quello che siamo, non da un’imitazione”. Una cucina che prende ispirazione dalla Maremma e dai suoi prodotti, ma li rielabora attraverso tecniche e influenze diverse, mantenendo sempre al centro la materia prima e il territorio.Tra i piatti: Vignarola (21€), Animelle e cozze (24€), Trippa con seppie (22€) fino all’Anatra tonnata con agrumi (24€). Per primi lo Spaghetto con escabeche e seppioline alla brace (24€) o il Risotto allo zafferano con cicale e pecora (22€), concludendo con Pescato del giorno (32€), oppure Piccione e kimchi (35€). A questo si aggiungono eventi dedicati come “Brace e Calici”, serate costruite insieme a cantine locali in cui il racconto del vino si intreccia a quello della cucina, trasformando l’esperienza in un dialogo diretto con chi questa terra la coltiva e la produce.