Continua a crescere il numero degli attacchi informatici alle aziende, in particolare quelli con esiti più gravi, e i criminali si concentrano soprattutto sui settori della manifattura e dell'IT. Il dato positivo, però, è che l'Italia non è più tra i primi cinque Paesi al mondo per attacchi ransomware. Questo è il quadro dipinto da Yarix, centro per la cybersicurezza di Var Group, che ha pubblicato il suo rapporto annuale relativo al 2025.
Aumentano gli attacchi, ma l'Italia non è più in cima alla lista dei bersagli
Sono oltre 522.000 gli eventi di sicurezza registrati dal SOC di Yaris, di cui 158.000 sono poi diventati veri e propri incidenti, con un incremento medio dell'8% su base mensile rispetto al 2024. Il dato più preoccupante è che gli incidenti gravi, invece, sono aumentati del 62% su base annua. A livello mondiale c'è stato un aumento del 51% degli attacchi ransomware, che sono arrivati a oltre 7.100 attacchi rivendicati pubblicamente e sono stati trainati da un aumento significativo (+35%) di nuovi gruppi di hacker, per quanto comunque i primi 10 abbiano condotto il 56% degli attacchi complessivi.
In Italia, a essere maggiormente colpiti sono i settori della manifattura (17,9%) e dell'IT (8,3%), per via rispettivamente della debolezza delle infrastrutture e della preziosità e quantità dei dati. Le realtà più piccole sono le più colpite (67%, +10% rispetto alla media globale), seguite da quelle medie (18%), seguendo d'altronde quella che è la composizione del comparto aziendale italiano.







