MILANO – Le gang del ransomware si fanno beffe dell’Italia. Va sempre peggio: nel 2024 gli incidenti gravi di cybersecurity, con perdita di denaro o dati rilevanti, sono quasi raddoppiati, passando da 303 a 573. In aumento anche gli eventi controllati dall’autorità, +40% a quota 1979.

Ransomware, la minaccia principale

La stima proviene dal rapporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) uscito qualche giorno fa e non si discosta dai dati Clusit 2025 usciti a marzo. Entrambe le fonti confermano un’escalation significativa nella frequenza e nella sofisticazione degli attacchi. Principale minaccia il ransomware, quindi attacchi informatici che bloccano computer e sistemi per rubare i dati presenti. Chi sta dall’altra parte dello schermo è poi solito chiedere un riscatto per sbloccarli.

Sanità e manifattura nel mirino

In Italia, tra le vittime principali ci sono la sanità e la manifattura, due dei centri nevralgici del Pil del Paese. Le aziende colpite da ransomware devono rallentare o bloccare la produzione, a volte sono costrette anche a mandare in cassa integrazione i lavoratori. Gli ospedali devono rinviare esami e interventi.