TREVISO - «Qui sono quasi le 23 e abbiamo ancora gli agenti di polizia a bordo che stanno sentendo i ragazzi e raccogliendo tutti gli elementi utili per l'inchiesta. Stiamo tutti bene, ma siamo provati come potete ben immaginare». Stefano Vanin, 54 anni, docente trevigiano di Zoologia all'Università di Genova, risponde dalla Duke of York approdata verso mezzogiorno nel piccolo porto di Malé, alle Maldive. A bordo con lui, oltre all'equipaggio, ci sono 20 studenti dell'Università ligure. Ragazzi giovani, provenienti da varie parti d'Italia, aggregati alla crociera scientifica patrocinata dall'ateneo. Sono scossi, provati da una tragedia di cui sono stati involontari testimoni.

Professor Vanin, com'è la situazione a bordo? «Tutto sotto controllo. Stiamo bene, non ci sono particolari problemi. Ma ovviamente quanto è successo ha colpito molto i ragazzi. Cosa vuole: ci conosciamo tutti. Abbiamo viaggiato, riso e scherzato, condiviso spazi con le cinque persone scomparse. Quando passi dei giorni in una nave, alla fine, diventi come una famiglia».Appena arrivati in porto sulla vostra nave è salita la polizia... «Degli agenti erano già a bordo da ieri (venerdì, ndr). Arrivati a Malé sono saliti altri investigatori. È arrivato anche il console italiano mentre so che, parallelamente, c'è stato un colloquio tra il nostro ambasciatore e i ministri delle Maldive. La situazione è molto complessa».Cosa vi hanno chiesto gli agenti? «C'è un'inchiesta in corso. Anzi due: una qui alle Maldive e una a Roma. Non posso dire molto se non che gli agenti hanno parlato con i componenti dell'equipaggio, con i ragazzi e con tutti quelli a bordo».Hanno controllato anche l'attrezzatura ancora sulla nave utilizzata per le immersioni? «Hanno fatto tutto quello che serve per un'inchiesta di questo tipo».Dall'Italia che supporto avete avuto? «Massimo. Ambasciatore e console si sono mossi subito, così come la Farnesina e il ministro Tajani. Importante la presenza del console a bordo: ha parlato con i ragazzi, ha spiegato cosa stava accadendo e che sviluppi ci sarebbero stati. Ha fatto capire che le istituzioni sono vicine e presenti».Passerete la notte in albergo? «No, dormiamo qui. È una barca da crociera, si sta bene. Preciso ancora che si tratta di una crociera scientifica, patrocinata dall'Università di Genova. La professoressa Montefalcone organizzava ogni anno questo tipo di spedizioni scientifiche, l'abbiamo fatta altre volte».Secondo lei cosa è successo ai cinque sub annegati? «Non ho nessuna idea e non faccio ipotesi. Prima voglio leggere i dati, voglio sapere dove sono stati trovati i corpi, come, se le bombole erano scariche o cariche...».Le ricerche dei corpi come procedono? «Oggi (ieri, ndr), purtroppo, è morto anche un sub delle forze militari delle Maldive venuto qui con le squadre di soccorso. Un'altra tragedia: non penso che abbiamo fatto molte ricerche».Lei, professore, come sta? «Sono stanco. La situazione si è normalizzata ma siamo tutti sotto pressione. Prima eravamo in sei a gestire questo gruppo. Adesso sono solo io». Tragedia delle Maldive, il prof trevigiano sulla nave: «Siamo tutti provati»