di

Andrea Pasqualetto

Le indagini a Genova sulla morte dei 5 sub alle Maldive: consegnati pc, telefoni, altri dispositivi e due blocchi di appunti dei sub deceduti nella grotta di Alimathà

Ha parlato di crociera scientifica e non ricreativa. «Eravamo lì per l’Università, io per studiare gli insetti, lei e gli altri per i coralli». Sentito dagli agenti della squadra Mobile di Genova, su delega della procura di Roma che indaga contro ignoti per omicidio colposo (anche Genova ha dovuto aprire un fascicolo), l’entomologo forense e docente universitario Stefano Vanin ha così spiegato lo scopo del viaggio alle Maldive con la collega Monica Montefalcone e una ventina di studenti. Vanin, che è stato sentito con altri due docenti che però non facevano parte della spedizione, ha consegnato pc, telefoni, altri dispositivi e due blocchi di appunti che appartenevano a Montefalcone, alla figlia Giorgia, alla ricercatrice di Unige Muriel Oddenino e al neolaureato Federico Gualtieri, tutti deceduti con il capobarca Gianluca Benedetti nella grotta di Thinwana Kandu, avicino all’isolotto di Alimathà.

Intanto Giorgio Sommacal, marito di Montefalcone e padre di Giorgia, è intervenuto così: «Hanno già cancellato la presenza di Monica dal sito dell’università con una fretta che io non comprendo... ». All’aeroporto di Malpensa sono attese le salme delle persone decedute. Lunedì la procura di Busto Arsizio conferirà gli incarichi per eseguire le autopsie, mentre lo stesso giorno l’esame sarà eseguito su Benedetti, il capobarca trovato il giorno dopo la tragedia dalle autorità maldiviane. L’incarico è stato affidato a una terna: il medico legale Luca Tajana, la tossicologa Cristiana Stramesi e lo specialista di medicina sportiva e subacquea Luciano Ditri. La Procura vuole anche capire anche come è stata finanziata la crociera scientifica alle Maldive.