Saranno sentiti non solo i familiari dei cinque sub italiani che hanno perso la vita nell’atollo di Vaavu alle Maldive, ma anche i responsabili del dipartimento dell’Università di Genova dove insegnava Monica Montefalcone come docente di Ecologia. Si sta sviluppando così il percorso dell’indagine per omicidio colposo contro ignoti avviata dalla procura di Roma.

Le audizioni, insieme alle testimonianze dei connazionali che erano a bordo della safari boat “Duke of York”, sono i primi di una serie di elementi che dovranno progressivamente ricostruire il quadro di quel giovedì fatale. Un primo tassello è già stato messo al proprio posto: il recupero degli gli ultimi due corpi – Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal – ha messo fine alle operazioni di ricerca del team di speleosub finlandesi Dan Europe – il gruppo è intervenuto senza ricevere nessun compenso – mentre l’arrivo in Italia della prima salma appartenente a Gianluca Benedetti ha avviato l’incarico per l’esame autoptico.

Le domande

Restano ancora tante le domande su cos’è successo in quelle grotte a 50 metri di profondità. Continuano a fioccare teorie e ipotesi più o meno avvalorate dagli esperti. Da un lato c’è chi ha parlato dell’ “effetto Venturi” – correnti così forti in grado di risucchiare tutte e cinque le vittime nella grotta – dall’altro c’è chi, come uno degli speleosub Sami Paakkarinen – ha reputato implausibile questa teoria perché “la grotta respirava, c’era una leggerissima corrente, ma non abbastanza forte da trascinare qualcuno”.