“Era una crociera scientifica, non ricreativa ed eravamo lì per l’Università, io per studiare gli insetti, Monica e gli altri per i coralli”. È attorno alle parole dell’entomologo forense e docente del Distav-Unige Stefano Vanin che si concentrano ora gli accertamenti sulla tragedia avvenuta alle Maldive, nella grotta di Hekunu Kandu, vicino all’atollo di Vaavu, dove hanno perso la vita cinque sub italiani: la docente universitaria Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommcal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il neolaureato Federico Gualtieri e il capobarca Gianluca Benedetti.
Vanin – che era sulla Duke of York – si è presentato venerdì in Questura a Genova per consegnare agli investigatori della Squadra mobile computer, telefoni cellulari e altre apparecchiature appartenenti alle vittime. Tra il materiale acquisito dagli investigatori ci sono anche due blocchi di appunti che potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire le finalità della spedizione e la tecnica dell’immersione costata la vita ai cinque sub. Secondo quanto emerge, nei quaderni potrebbero essere annotati calcoli, dati scientifici o indicazioni operative relative all’attività svolta durante la missione.
La procura di Genova, con la pm Patrizia Petruzziello, ha aperto un fascicolo necessario per convalidare il sequestro del materiale acquisito. Tutta la documentazione sarà poi trasmessa alla procura di Roma, che ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti e ha delegato gli investigatori genovesi a raccogliere testimonianze e informazioni dai responsabili del Distav dell’Università di Genova. Vanin ha inoltre consegnato agli investigatori l’elenco completo degli studenti e dei dottorandi presenti a bordo della “Duke of York” il giorno della tragedia. I giovani ricercatori saranno ascoltati nei prossimi giorni come persone informate sui fatti. Sugli interrogatori, però, la Squadra mobile mantiene il massimo riserbo.













