Con i loro effetti speciali, i film di fantascienza non si limitano a sorprenderci sui grandi schermi. Possono, infatti, avere un altro effetto: quello di coinvolgerci su temi scientifici, come per esempio i cambiamenti climatici. A dimostrarlo è stato uno studio pubblicato di recente sulla rivista peer-reviewed Journal of Science Communication (Jcom) da un team di ricercatori guidato dall'Università di Graz, in Austria, secondo cui appunto bisognerebbe sfruttare i film di fantascienza che, oltre all'intrattenimento, sono capaci di attirare l'attenzione del grande pubblico e della comunità scientifica su temi complessi che vanno dall'astrofisica fino al riscaldamento globale.Lo studioProprio sfruttando la potenza del linguaggio cinematografico, i ricercatori del nuovo studio hanno utilizzato i film come strumento per promuovere il coinvolgimento e il dialogo tra pubblico e scienziati, proponendo il format Science & Cinema che combina la visione di clip, tratte da pellicole molto note, alternate a momenti di discussione con esperti per riflettere su come la scienza viene rappresentata. Da qui, quindi, gli autori hanno organizzato due eventi pubblici: uno rivolto a studenti universitari presso l’Università di Graz e un secondo aperto al grande pubblico nell’ambito di un festival d'arte a Salisburgo. Il filo narrativo è stato quello dei cambiamenti climatici. “Abbiamo costruito una narrazione che parlasse di ghiaccio e acqua, fuoco e altri elementi, arrivando infine alle migrazioni, così da poter discutere questi diversi aspetti”, ha precisato il co-autore Fritz Treiber.I film di fantascienzaDurante gli eventi si passava da scenari di glaciazione (The Day After Tomorrow, Snowpiercer), all’innalzamento del livello del mare (L'Era Glaciale, AI, Waterworld), agli eventi estremi (Twister, Geostorm), alla siccità (Mad Max, Soylent Green) e infine alle migrazioni (The March). I successivi momenti di confronto sono poi stati moderati da Treiber e dal co-autore Ulrich Foelsche che hanno analizzatoo le clip, distinguendo tra realtà scientifica e finzione e chiarendo errori, imprecisioni e possibili idee scientifiche false. L’efficacia degli eventi è stata poi valutata attraverso questionari pre e post evento.Raggiungere un pubblico ampioUno degli aspetti più interessanti emersi è che il format può funzionare anche con un pubblico non necessariamente già interessato ai temi scientifici, che si è mostrato al termine degli eventi molto critico, cominciando a riflettere sulle proprie abitudini e su ciò che è possibile fare. “All’evento universitario avevamo persone più giovani, molto legate all’università, fortemente connesse a questo ambiente e ai temi proposti attraverso i loro studi”, ha commentato Hildrun Walter, tra gli autori dello studio. Al secondo evento, invece, hanno partecipato anche persone arrivate tramite il festival d’arte e quindi un pubblico più eterogeneo che non era necessariamente già motivato rispetto ai cambiamenti climatici. “Nonostante questo, tutti i partecipanti hanno apprezzato l’evento: erano interessati e si sono sentiti informati”, ha aggiunto Walter. “Questo è molto importante per la comunicazione della scienza, perché spesso abbiamo il problema di raggiungere solo persone che appartengono già a questa sfera accademica”. Anche la componente emotiva ha giocato un ruolo importante. “All’inizio le persone ridevano con l'Era Glaciale e scene simili”, ha ricordato Walter, per arrivare poi a momenti più drammatici. “Le persone collegavano le clip dei film agli eventi del mondo reale e si chiedevano: questi scenari cinematografici potrebbero diventare realtà? Dove si trova il confine tra realtà e finzione?”. Sebbene lo studio presenti diversi limiti, in particolare legati al campione ridotto, gli autori evidenziano come il loro format sia facilmente replicabile e possa quindi rappresentare uno strumento efficace per fare informazione scientifica a un pubblico ampio.
Da The Day After Tomorrow a Waterworld, così i film di fantascienza possono sensibilizzare il pubblico sui cambiamenti climatici
Affiancati a momenti di confronto possono raggiungere una platea più ampia affrontando temi complessi








