PADOVA - Ancora pochi giorni e avrebbe riabbracciato i suoi cari. Gianluca Benedetti aveva già organizzato il suo rientro a Padova. Le ultime immersioni subacque alle Maldive e poi sarebbe rientrato nella città natale, dalla mamma Paola, dalla ex compagna Silvia e dai tanti amici di Forcellini. Contavano i giorni al suo rientro lo storico miglior amico Riccardo Busana ed Enrico Fiorentin, che già ragionavano su come festeggiare il ritorno di Gianluca. Poi la notizia della tragedia. Un fulmine a ciel sereno, quando la possibilità di riabbracciare lo storico amico era così vicina.
L'ultimo contatto «L’ho sentito la settimana scorsa. Lui torna sempre a casa ogni 7 mesi circa. Nell’ultimo messaggio mi diceva che sarebbe tornato tra fine maggio e inizio giugno. Ero felice perché non lo vedevo dall’estate scorsa, da quando sono andato a casa sua a giocare con i videogiochi». A raccontarlo è Riccardo Busana, amico da sempre di Gianluca, che con lui ha sempre condiviso molte passioni, dagli allenamenti ai videogiochi: «I nostri genitori sono amici, ci conosciamo dall’infanzia. Da piccoli giocavamo a briscola, poi i videogiochi, la corsa e il calcio. Gianluca è stato il mio migliore amico. Lui per me era Superman, era una persona brillante e con forte carattere. È sempre stato uno scalino sopra di me in tutto quello che facevamo. Per questo quando eravamo insieme da ragazzi mi trasmetteva sicurezza. Quando mi faceva dei complimenti mi sentivo gratificato perché era una persona vera che ammiravo. Ora lui non c’è più, e io non posso che dire di sentirmi onorato di essere stato suo amico». Lo sport Riccardo dipinge le passioni sportive del suo amico Gianluca, così tante che è difficile elencarle: «Gianluca cercava sempre di coinvolgere tutti in quello che faceva. Era una calamita e aveva una determinazione fuori dal comune – ricorda il Riccardo –. Qualche anno fa si era comprato una bici da corsa, faceva anche 150-200 km ogni volta che usciva. Ancora un po' e poteva competere senza problemi. Attorno al 2010 aveva scoperto le immersioni subacquee, prima in piscina e poi in mare. Da lì ha preso tutti i brevetti e poi la decisione di cambiare il lavoro. Una scelta tipica delle sue per riuscire a realizzare i suoi sogni».«A calcio insieme» Anche Enrico Fiorentin, ex consigliere comunale, aspettava il rientro di Gianluca. Con lui aveva condiviso molte esperienze sportive: «È una tragedia, davvero non ci sono parole. Pensare poi che sarebbe tornato a breve a Padova, che dovevamo vederci tra poche settimane. Quando ho saputo cos’è successo mi sono tornati in mente tutti i ricordi di Gianluca. Un ragazzo solare e allegro». I due sono diventati amici circa vent’anni fa, nel rettangolo verde dei campi da calcetto. «Entrambi siamo sempre stati sportivi – continua Fiorentin –. Ci siamo conosciuti durante un torneo di calcetto. Lui è sempre stato un grande atleta, dalle mille occupazioni sportive. Una volta mi svelò la sua tattica a calcio: buttare avanti la palla e correre più veloce dell’avversario, perché non eccelleva nella tecnica calcistica, ma a condizione fisica era imbattibile». Con gli amici Gianluca Benedetti era semplicemente “Gian” alla parrocchia di Cristo Re a Sant’Osvaldo dove è stato a lungo un protagonista del Tdp, torneo di palo. Enrico se lo ricorda bene nel campetto di cemento della parrocchia: «Con la sua squadra Nutrie era un portento, hanno vinto il torneo di palo sei volte, Gian giocava sempre con entusiasmo e aveva tantissimi amici. Nel 2012 feci un gruppo Whatsapp per il calcetto e dopo che lo aggiunsi, in pochi mesi, arrivammo a 400 persone. Quel gruppo è tuttora in uso. La notizia della scomparsa di Gianluca ha ferito tutti». Monica Montefalcone, il video della prof morta alle Maldive: spiegava l'immersione VIDEO















