PADOVA - Restano l'incredulità, lo sgomento e un dolore profondo che va dalla parrocchia dove giocava a calcio da ragazzo agli amici di sempre, nonostante oramai vivesse lontano da Padova da anni, senza aver mantenuto troppi contatti se non con la sua famiglia. Gianluca Benedetti, il sub di 44 anni scomparso tragicamente giovedì scorso nelle acque delle Maldive è stato l'unico delle cinque vittime ad essere stato ritrovato.
IL QUARTIERE La notizia ha spezzato il cuore di quanti lo conoscevano e lo stimavano in via Facciolati, il quartiere dove era cresciuto e dove aveva ancora le sue radici, nonostante ora vivesse tra l'oceano Indiano e San Vito di Vigonza. Prima della passione per il mare aveva avuto quella per il pallone.I ricordi più caldi del centravanti di via Facciolati e genuini arrivano proprio dai luoghi della sua giovinezza, quando Gianluca correva dietro a un pallone con la maglia del Real Padova.Dopo il diploma, il 44enne aveva trovato impiego in una banca di credito cooperativo, ma il richiamo del mare lo aveva spinto lontano, senza mai fargli dimenticare la sua terra. «Ogni tanto lo incontravamo in sagra, credo che l'ultima volta sia stato lo scorso anno» racconta commosso Marco Illotti, suo ex allenatore di calcio nei tempi in cui Gianluca giocava come centravanti nella squadra parrocchiale.Nonostante la sua vita avesse preso un'altra rotta, il legame con la sua via c'era ancora. «Gianluca era solito tornare d'estate per stare un po' vicino alla mamma prosegue Illotti , ma da ormai dieci anni il suo mondo era alle Maldive, di cui parlava con grande trasporto. Sin da ragazzino in parrocchia è sempre stato un ragazzo ben educato, molto determinato nelle cose che gli stavano a cuore, ma anche molto gentile».«CHE SORRISO» Quell'ultimo sorriso prima di partire: «Lascia un grande vuoto» commenta Vera Sodero, ex assessora al sociale e oggi agente della polizia locale, che con lui si allenava a Padovaring. «Gianluca era un ragazzo meraviglioso prosegue . Ti contagiava con la sua voglia di vita, e di lui ricorderò sempre la determinazione e quella spinta a non mollare mai».L'ultimo ricordo è impresso nei giorni immediatamente precedenti alla partenza, quando la passione per il mare illuminava ancora i suoi occhi. «L'ultima volta in cui l'ho incontrato, insieme al gruppo con cui ci si allenava, ci raccontava entusiasta del suo prossimo viaggio alle Maldive conclude Sodero . Andava lì per l'attività di sub. Lascia un grande vuoto».Mentre via Facciolati si stringe attorno alla madre di Gianluca, le autorità maldiviane e i referenti diplomatici italiani lavorano per fare piena luce sulla dinamica dell'incidente. Sul dramma è intervenuto anche il tour operator Albatros Top Boat srl, per cui Gianluca lavorava e titolare della crociera su cui viaggiavano i cinque sub poi deceduti.IL TOUR OPERATOR Attraverso una nota firmata da Donatella Telli, la società ha espresso «profondo dolore e commozione» e «il proprio più sincero cordoglio e la massima vicinanza ai familiari delle vittime». L'operatore ha inoltre garantito la massima collaborazione con gli inquirenti, sottolineando che «non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni fino al termine delle operazioni in corso, nel rispetto della riservatezza dovuta alle famiglie». Padova oggi non aspetta solo risposte, ma anche il corpo di Gianluca. La Farnesina ha attivato la macchina per il rimpatrio della salma, ma ci vorranno giorni per farla partire verso il suo ultimo viaggio sopra l'oceano.«Ditemi come è morto Gianluca», il dolore di mamma Paola: avevo solo lui












