PADOVA - «Ho saputo la notizia dall'ambasciata, non ce la faccio a dire proprio niente e potete solo immaginare il dolore. Ora sono con la sua compagna». Una sofferenza composta ma devastante quella di mamma Paola dietro la tragedia che ha colpito la sua famiglia e la comunità di via Facciolati, dove Gianluca era cresciuto. Suo figlio, Gianluca Benedetti, padovano di 44 anni, è una delle cinque vittime della drammatica immersione di ieri nell'atollo di Vaavu, alle Maldive. Una telefonata ufficiale ha spento per sempre la voce di una madre e i progetti di vita che l'uomo coltivava insieme alla compagna Silvia, con cui viveva a San Vito di Vigonza. Benedetti non era un subacqueo qualunque: era un professionista stimato che alle Maldive aveva trovato la sua seconda casa, coronando il sogno di una vita intera. Il dramma si è consumato durante un'escursione legata alla flotta di "Albatros Top Boat", il tour operator per cui l'italiano lavorava come istruttore, capobarca e operations manager. Il suo ultimo viaggio si è concluso a bordo del "Duca di York", una delle imbarcazioni di cui era il punto di riferimento.

Il lavoro in banca La storia di Gianluca Benedetti è quella di un cambio vita radicale, guidato da una grande determinazione e poi da un sogno realizzato. Fino al 2018, il 44enne aveva percorso una carriera solida e sicura nel mondo della finanza, lavorando alla Bcc di Piove di Sacco, in provincia di Padova. Inizialmente cassiere in filiale, si era poi trasferito al centro direzionale grazie a spiccate competenze informatiche e comunicative. Chi ha lavorato con lui, tuttavia, sapeva che la scrivania gli andava stretta. «Era bravissimo, velocissimo e molto smart, ma era un pesce fuor d'acqua e si vedeva che era fatto per altro», racconta Gianni Benetello, ex vicedirettore dell'istituto di credito. «Viveva per la natura, lo sport e alla prima occasione ha mollato il lavoro». Un ex collega di cassa ne traccia un ricordo simile: «Sognava di andare in giro per il mondo ad accompagnare i sub ed era un grande amante degli animali. Era molto dotato fisicamente, non avevo dubbi che avrebbe raggiunto i suoi obiettivi». Il mare Il legame con l'Oceano Indiano era iniziato nel 2017 con i primi contatti part-time, diventando una professione a tempo pieno l'anno successivo dopo le dimissioni dalla banca. Da allora, le Maldive erano diventate la sua "residenza" per sette anni, interrotti solo da una breve esperienza lavorativa in Indonesia. Era un istruttore Padi. Sul sito della compagnia di navigazione, Benedetti si presentava ai clienti con l'entusiasmo di chi ha trovato il proprio posto nel mondo: «Una persona energica ed estremamente sportiva, amante della lettura, del cinema classico e degli scacchi». Curava meticolosamente la preparazione fisica e l'accoglienza degli ospiti: «Vi aspetto a bordo di Conte Max e Duca di York, sempre pronto ad accompagnarvi alla scoperta delle meraviglie che le Maldive hanno da offrire». Le istituzioni La notizia della scomparsa ha suscitato profonda commozione in tutto il Veneto, spingendo anche i vertici regionali a esprimere il proprio cordoglio: «Gianluca aveva trasformato la sua più grande passione nel lavoro della vita», ha dichiarato il presidente del consiglio regionale, Luca Zaia. Per circa sette anni era diventato un punto di riferimento a bordo delle imbarcazioni. Una vita cambiata per inseguire un sogno, spezzata troppo presto. Mentre le autorità diplomatiche stanno supportando i familiari nelle procedure di rientro, in via Facciolati resta il silenzio di una madre che piange un figlio coraggioso, che aveva lasciato le certezze per inseguire la libertà dell'oceano.Maldive, i 5 italiani morti in mare. «Cercavano di esplorare grotte a 50 metri di profondità»: la ricostruzione e l'indagine