Non è un bar e non è una bakery; non è una pizzeria e non è un bistrot. E non è nemmeno una novità, a dire il vero, considerando l’apertura di Radici Social Food a Roma nel gennaio 2023. Però capita di impiegarci un attimo prima di diventare riconoscibili, a scegliere una strada non esattamente nei limiti di un’etichetta, e a lavorare per cercare di fare quel che interessa al meglio, con un valore: la materia prima buona e ben selezionata.Dario Ferrari, Alessio Lauro e la rosticceria che poi diventa altroPer i fondatori di Radici l’amicizia è venuta prima della scelta per entrambi della ristorazione. Quasi coetanei, poco meno che 40enni, Dario Ferrari e Alessio Lauro si conoscono da sempre, pur avendo fatto scelte diverse. “Io ero negli Alpini”, dice il primo, che ha seguito le orme del padre, militare ma anche cuoco domestico appassionato. Lauro lavora invece come direttore creativo nella moda, e si avvicina all’accoglienza diventando direttore di sala di un ristorante aperto da cugini. “A un certo punto mi sono fermato e chiesto cosa mi piaceva veramente fare”, ci racconta Dario, “la risposta? Preparare da mangiare”. Fa esperienza, tra gli altri, alla caffetteria con cucina Faro di cui si occupa per tre anni, poi all’allora Scuderie del Colle con Mattia Bazzurri (oggi da Santo Palato), per immaginare infine qualcosa insieme ad Alessio. I due così partono con un progetto unitario e lo legano al quartiere in cui sono cresciuti — Montesacro, per la precisione il quadrante Sacco Pastore —, rilevando il bar storico in cui andavano da piccolini (“sai quello dove compri le Goleador?”), unendolo al locale adiacente che ospitava un barbiere e aprendo le porte a gennaio 2023.Il caffè specialty e la colazione di Radici Social FoodPrima di conformarsi come si presenta oggi, l’idea di Radici Social Food esordisce diversamente: “Pensavamo a una rosticceria di quartiere, con pizza a taglio”. Poi qualcosa, in quel locale costruito pezzo a pezzo da 40 coperti che aumentano grazie al dehors — entrambi disseminati di piante tropicali: un comune pallino —, suggerisce di aggiungere delle linee. Importante, per un’attività che vuole restare aperta a raggio più che ampio, dalle 7 del mattino fino alle 23, con una sola mezz’ora di pausa. Arriva il caffè specialty, in collaborazione con Emanuele Bernabei della torrefazione Picapau di Ostia, poi i dolci fatti in casa per la colazione, internazionali e assortiti tra carrot cake, brownie e plum cake da farine artigianali e ingredienti il più possibile biologici, oltre agli sfogliati di Food Bunker. Ci sono poi gli estratti, i soft drink, “ma ad esempio non i succhi di frutta, perché non intendiamo spostarci troppo sul bar”.Brunch e pranzi con cucina agricolaNel corso della giornata il menu si amplifica e ha dei punti saldi, “che però sono sempre sul punto di cambiare, in base a cosa trovo di meglio quando faccio la spesa”. Produttori laziali ‘capati’ uno a uno, pescato dalle aste del litorale, carni da allevamenti non intensivi e, soprattutto, le ottime verdure e anche l’olio dei fratelli Poggi (abbiamo raccontato il loro impegno intorno al percepito dei vegetali al ristorante). Il brunch passa così dal toast con pan bauletto fatto in casa, giusto anche con burro e confetture homemade da frutta Poggi, a pancake e uova strapazzate, “con la possibilità di realizzare qualcosa su richiesta, se possiamo, perché ci chiamiamo ‘social’ e le persone devono sentirsi a casa”. A ora di pranzo entrano pietanze che suonano particolarmente agricole, come il crostone con polpa di melanzana affumicata e marinata, pomodori arrosto e ricotta dell’azienda agricola Le Starze; la polpetta di genovese su caponata fredda e maionese al pomodoro e la pita con pollo affumicato, tzatziki e cipolla (piatti: 12-18€).Cosa si beve all’aperitivo e com’è la pizza per la cena di RadiciUn altro significativo cambio veste avviene da Radici verso sera, con la parentesi dell’aperitivo con vini artigianali, fermentati, fritti e taglieri di salumi e formaggi dei quali Ferrari va particolarmente fiero: “Faccio tanta ricerca, anche su prodotti stranieri. Sono abbastanza fissato”. A cena il focus torna un po’ alle origini, transitando verso pizze tonde non precisamente romane, poiché un po’ più alte (5-8€), e una lista di hamburger riccamente farciti (12-16€). “E abbiamo anche l’hot dog”, ribadiscono i titolari, “ma, anche lì, solo perché abbiamo trovato un würstel buonissimo”.
Caffè specialty, cucina agricola, pizza e dolci: tutto in questo localino aperto da due amici a Roma
Un’amicizia sin dall’infanzia e poi un progetto composito a Montesacro. Dario Ferrari e Alessio Lauro raccontano Radici Social Food, un posto poliedrico che si basa su materie prime d’eccellenza, caffetteria di qualità e convivialità, dalla colazione alla cena










