C'è un momento, nella vita di certi appassionati di vino, in cui l'amore per il bicchiere smette di essere una questione privata e diventa progetto collettivo. Per Gianmarco Diorio, Rocco Caroselli, Luca Di Marzio e Fabio Gentile quel momento è arrivato nel 2019, quando i quattro amici romani hanno deciso di trasformare una passione condivisa in cantina. Nessuno di loro veniva dal mondo dell'enologia: niente nonni vignaioli, nessuna proprietà di famiglia ereditata tra i filari. Gianmarco, Fabio e Luca si conoscevano dai tempi di Birra del Borgo, storico birrificio laziale, dove il movimento del vino naturale cominciava a fare rumore. Rocco lavorava nel settore bevande, in un locale della capitale. La birra li aveva uniti. Il vino, in particolare quello dei Castelli Romani, li ha portati a osare.
Il nome del progetto — Icaro — non è casuale. È l'acronimo di "I CAstelli ROmani", ma porta con sé anche tutto il peso mitologico del giovane che sfida il cielo. «Eravamo partiti senza vigna, senza soldi, senza enologi, senza il nonno che faceva il vino», racconta Diorio. Il rischio era reale e consapevole. Come Icaro, appunto: destinato a volare comunque, anche sapendo che il sole può sciogliere le ali.








