“Forse yoga è l’unica via d’uscita perché significa riunificare”. Guidalberto Bormolini ne è certo. Il sacerdote, teologo e antropologo, che ha creato una comunità spirituale (Borgo Tutto è Vita) vicino Prato che accoglie persone malate verso il fine vita, arriva al Salone del libro di Torino 2026 come fosse un viandante. Zaino pesantissimo in spalla, barba lunghissima bianca modello santone orientale, Bormolini presenta al pubblico torinese Chiedilo agli alberi (Ponte alle Grazie) e affronta anche un breve dibattito spirituale sul tema “corpo e spirito oltre la frattura“, appuntamento che anticipa il prossimo Festival Torino Spiritualità. E in una dotta e persino eretica discettazione teologica con Paolo Squizzato, Bormolini conferma: “Yoga in Occidente è travisatissimo, io ormai l’ambiguità del termine la sopporto sempre meno. È una parola potente il nostro corpo è una sapiente esperienza yogica. Esiste anche uno yoga cristiano, credo lo sappiate. Noi al borgo abbiamo una palestra di yoga ma sai che bisogna osservare i 10 comandamenti prima degli Asana. Molti arrivano lì e ti dicono: ma figurati? Perché mettere in moto un corpo è come mettere in moto un treno: se non hai i binari vai a schiantarti“.