C’è un Toro che fa festa nel giorno del 50° anniversario del settimo e ultimo scudetto, ma c’è anche un Toro che lavorare con la speranza di fare una piccola festa in questo finale tra la trasferta di Cagliari (domani sera) e il derby in casa all’ultima giornata (probabilmente domenica 24). La squadra di D’Aversa pensa solo al campo e anche per questo non potrà esserci nel giorno di celebrazioni del trionfo granata del 16 maggio 1976. «Noi non possiamo farci distrarre – sorride il tecnico – e vogliamo riscattare la trasferta di Udine dove abbiamo giocato sottotono. Questi festeggiamenti sono giusti perché quell’impresa ha reso onore alla storia del Toro, ma noi pensiamo al campo».
La fiaba granata, i 50 anni dello scudetto del Toro: il duro lavoro che ha realizzato il sogno
Domani a Cagliari non ci sarà Gineitis causa squalifica, mentre Anjorin e Ismajli sono ancora infortunati e Tameze non verrà convocato. Ci sarà un centrocampo da reinventare e l’ex rossoblù Prati, per altro in prestito al Toro che valuta il riscatto del cartellino, si gioca una chance da titolare. «Può essere la sua partita – dice D’Aversa -, ma non deve dimostrare nulla a me o altri. Deve dimostrare di essere giocatore da Toro, ma quando l’ho chiamato si è sempre fatto trovare pronto. Ha qualità e dà ampie garanzie, ma deve giocare con personalità: è bravo, dà equilibrio e deve fare step successivo».













