di
Roberto De Ponti
I granata il 16 maggio 1976 vincevano il settimo titolo: la festa di un popolo a 27 anni dalla tragedia di Superga
Paolino Pulici, detto Pupi, Puliciclone secondo definizione di Gianni Brera, ogni domenica costringeva l’autista del pullman della squadra a fermarsi davanti allo zoo, di fronte alla gabbia del leone: non si ripartiva finché quello non usciva dalla tana. Quindi via, verso lo stadio e la partita.E poi c’era Bagna Cauda, la tifosa che al passaggio del pullman si affacciava al terrazzo e salutava. Mancò l’appuntamento solo una volta, e il povero autista dovette richiamarla all’ordine frenando di colpo e suonando un paio di imperiosi colpi di clacson: Bagna Cauda, corse trafelata sul balcone, missione compiuta.
E poi ancora Ramsey, così soprannominato per la sua somiglianza con il c.t. dell’Inghilterra: un operaio della Fiat, di nome Paolo, che ogni sabato si presentava al Filadelfia per consegnare a Radice fogliettini con indicazioni tattiche. I fogliettini finivano immancabilmente nel cestino.







