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Il 16 maggio del 1976 i granata conquistavano il titolo dopo una lotta serratissima contro la Juventus: cronaca di un’impresa immortale
Il vento scende placido dalla collina di Superga e accarezza i grandi viali alberati di Torino, lasciando nell'aria un chiarore dolce, quasi struggente. Sono passati quasi cinquant'anni da quel memorabile 16 maggio del 1976, eppure basta socchiudere gli occhi per sentire ancora il boato ritmico del vecchio Comunale salire dritto verso l'orizzonte. È una primavera che sa intimamente di resurrezione collettiva, un tempo sospeso in cui il popolo granata riabbraccia la propria antica gloria. Il Torino conquista l'Italia intera, sovvertendo gerarchie dinastiche ritenute inattaccabili. Quello scudetto oltrepassa enormemente la dimensione del gioco calcistico; diventa la voce vibrante di una città profondamente operaia, dei faticosi turni in fabbrica alla Fiat, di un Paese che cambia pelle alla velocità della luce. Un autentico poema epico scritto sull'erba viva.







