Passato, presente e forse futuro. C’è anche D’Aversa alla presentazione dell’evento in programma il 16 maggio prossimo, quello che andrà in scena al Grande Torino per celebrare i 50 anni dall’ultimo scudetto con tutti i protagonisti del tempo. «Volevamo esserci anche noi per portare la nostra presenza in vista di una festa così importante – le parole dell’allenatore del Torino prima di scappare al Filadelfia per dirigere il primo allenamento della settimana –, non so se quel giorno potremo esserci perché andiamo a giocare a Cagliari, ma proveremo a partecipare. È bello rievocare momenti storici di questo club. Servirà anche per far rivivere quell'entusiasmo. Poi io Radice lo ricordo bene, l'ho avuto come allenatore a Monza, mi ha dato tanto sotto l'aspetto tecnico ma anche umano. Nel calcio la differenza la fa lo spessore umano».
Nella Sala Conferenze del Grande Torino sfilano pezzi pesanti del passato granata, su tutti Claudio Sala che di quel Torino è stato il capitano. «Io non conoscevo la storia del Toro, papà mi portava a vedere l'Inter, ma quando sono arrivato qua… – le parole del Poeta del gol -. Questa è la storia di una squadra che cercava sempre un'identità e voleva fare bella figura e aveva un grande attaccamento per questi colori, ma soprattutto c'era una partita che non voleva perdere, il derby. Se avessimo rivinto lo scudetto avremmo potuto scrivere un'altra storia. Ho parlato con Pulici, mi ha assicurato che ci sarà. Graziani ci deve ancora dare una risposta». I ricordi sono una montagna per Sala e il Torino, rimangono il momento più bello degli ultimi 50 anni della società granata. «Uno scudetto inaspettato, è stato bravo Radice a ricreare un gruppo, molti della vecchia guardia se ne erano andati ed erano arrivati ragazzi di 20 anni come Pecci – ancora Claudio –. Io ne avevo qualcuno in più, ma ho aspettato 8 anni per vincerlo, tante volte sono finito dietro la Juve. Il 16 maggio 76? Quella che doveva essere una festa all'ultima partita non è stata tale, perché abbiamo pareggiato con il Cesena e se i bianconeri avessero vinto... L'anno dopo volevamo fare ancora meglio, abbiamo fatto 5 punti in più dell'anno precedente ma abbiamo perso lo scudetto. Radice diceva che si saremmo imborghesiti, poi però ci ha fatto i complimenti».






