Nell'altra procura fanno le pulci alla prima indagine su Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi. Dalle lettere della mamma a Stasi fino allo scritto sui soldi e l’archiviazione: tutte le stranezze

Il Corriere della Sera ricorda oggi una lettera scritta da Daniela Ferrari, madre di Sempio, e rivolta ad Alberto Stasi, detenuto a Bollate. È il 16 dicembre 2018 e la donna nello scritto ricorda una frase letta anni prima durante il suo lavoro come vigilatrice nel carcere femminile di Voghera: «Con i soldi e l’amicizia lo metti in culo alla giustizia». Ferrari scriverà a Stasi due volte: la prima nel 2018, poi nel 2019. Lettere arrabbiate, ora agli atti della nuova inchiesta, dove la donna accusa Stasi di aver coinvolto il figlio nelle indagini e di averli rovinati economicamente, con periti e legali chiamati in loro difesa. Quegli scritti però, riporta il Corriere, assumono ora un significato diverso e rendono l’inchiesta di Brescia (dove per corruzione sono indagati l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, e il padre di Sempio, Giuseppe) fulcro del filone in cui Andrea Sempio è ora indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Intercettazioni mai trascritte, audio negati alla difesa di Stasi, assenza di perquisizioni: tutte le falle della prima indagine su Stasi