"Chiara non mi parlò mai delle avance di Sempio, né delle telefonate". A dirlo è Alberto Stasi ai pm, quando venne sentito il 20 maggio del 2025. Il procuratore capo titolare dell'inchiesta Fabio Napoleone rassicura l'unico condannato per la morte del delitto di Garlasco, "non voglio farle un altro processo" e anzi gli tende la mano: "Lei può essere una delle fonti". Gli inquirenti gli spiegano la portata dell'impronta 33 e lui poi si sbilancia: "Ma perché ha conservato quello scontrino". Intanto, però, i consulenti della Procura di Pavia hanno trovato un'altra traccia digitale di Stasi - la terza - sul "contenitore per sapone liquido" che era posto nel bagno al piano terra della casa dove nel 2007 fu uccisa Chiara Poggi. "Chiara non mi parlò mi Sempio" Stasi ha spiegato a chi indaga che Chiara non le parlò mai di avance sessuali da parte di nessuno, né delle telefonate che le erano arrivate da Andrea Sempio. Anzi, lui nemmeno lo conosceva né lo aveva mai visto. Ma Chiara glielo avrebbe chiesto?, la domanda dei pm. "Non l’ha fatto. Ragionando in termini ipotetici, credo sarebbe dipeso da altrifattori: se in quel momento l’avesse ritenuto importante, se non era distratta da altre cose". Stasi però rileva: c'erano state delle avances da un altro collega. "Marco mi chiese dei video intimi" Stasi però conferma che il fratello di Chiara, Marco, gli chiese dei video intimi tra Chiara e Alberto: "Mi chiese soltanto se era vero, come se fosse una richiesta di conferma da parte mia". Marco stesso rivelerà poi a chi indaga di esserne a conoscenza e che, forse, qualcuno poteva averli visto quando lui non era a casa. Il dubbio di Stasi: "Perché Sempio ha conservato lo scontrino?" "Prima di leggere le Sit (verbali, ndr) — ribatte — non sapevo che esistesse una persona che si chiamava Andrea Sempio". Ma c'è un ma: "Mi aveva personalmente incuriosito, insospettito la questione dello scontrino, mi aveva lasciato un po' sorpreso, perché io normalmente non conservo uno scontrino del parcheggio per anni e lo esibisco al bisogno". Mai incontrato, però. Un'altra impronta di Stasi sul dispenser del sapone Secondo la nuova consulenza tecnica "dattiloscopica" e sulle "impronte di calzatura", scritta dal comandante della "sezione impronte" del Ris di Roma, dal tenente colonnello Gianpaolo Iuliano e dal dattiloscopia-criminologo, Nicola Caprioli, (depositata agli atti dell'indagine su Andrea Sempio per l'omicidio della 26enne) sarebbe stata trovata un'altra traccia digitale di Alberto Stasi - la terza - sul "contenitore per sapone liquido" che era posto nel bagno al piano terra della casa dove fu uccisa Chiara Poggi e che, secondo la condanna all'ex fidanzato, sarebbe stato lavato prima di riporlo sul lavello.In particolare si tratta dell'impronta del "mignolo della mano destra" dell'adesso 42enne condannato a 16 anni in via definitiva nel 2015 per l'omicidio. Gli esperti scrivono che "l'attività comparativa" ha restituito "esito positivo" con Stasi. È stata chiamata "Impronta 3" e si somma alle due impronte dell'anulare, sempre della mano destra, già rilevate dal Ris di Parma nel 2007 e che, secondo la sentenza di condanna passata in giudicato, rappresenterebbe uno dei sette elementi "gravi, precisi e concordanti" a suo carico visto che sullo stesso dispenser non è stato possibile individuare altre impronte digitali attribuibili, nonostante fossero presenti dei frammenti.
Garlasco, Stasi: "Chiara non mi parlò mai di Sempio, Marco Poggi mi chiese del video" | Spunta una sua terza impronta sul dispenser del sapone
Garlasco, Stasi ai pm: "Chiara non mi parlò mai delle avance e delle chiamate di Sempio. Marco Poggi mi chiese dei video intimi".













