Intercettazioni in cui Andrea Sempio, da solo in macchina, parla di Chiara Poggi, dei video intimi suoi e di Alberto Stasi che avrebbe visto, e poi, nei giorni precedenti il delitto, di una telefonata brevissima per tentare un approccio a cui la sorella dell'amico avrebbe replicato con un secco "non ci voglio parlare con te".

E' la carta calata oggi dalla procura di Pavia durante l'interrogatorio, subito abortito, del commesso in un negozio di telefonia, unico indagato nell'inchiesta in via di chiusura sull'omicidio di Garlasco.

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Garlasco, Sempio lascia dopo quasi 4 ore la Procura di Pavia

Indagine che offre una ricostruzione ben diversa da quella messa nera su bianco nelle sentenze che hanno portato a condannare Alberto Stasi, l'allora fidanzato della ragazza che sta finendo di espiare 16 anni di carcere. Non è stato lui ad aggredire e a uccidere ma, ipotizzano gli inquirenti, l'amico e coetaneo del fratello di Chiara, habituè della villetta di via Pascoli: lì trascorreva le ore con Marco a giocare alla playstation, davanti alla tv, e a navigare sul computer di casa. Computer di cui Chiara conservava, ben protetti da una password, alcuni filmati intimi di lei con Alberto e in cui Andrea si sarebbe imbattuto. Da lì una infatuazione e la speranza di una prospettiva sessuale franata in un secondo, con un no. E così avrebbe approfittato dell'assenza di Marco, in montagna con i genitori, per provarci con avances sgradite a Chiara. Da lì l'irruzione in casa, l'aggressione con un oggetto contundente preso non si sa dove per infierire sulla giovane donna: almeno 12 i colpi al viso e in testa, si legge nel capo di incolpazione, con i primi l'hanno fatta crollare a terra priva di sensi, e con gli ultimi, in fondo alle scale del seminterrato, che le hanno spento la vita.