Marco Poggi, fratello di Chiara uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, è entrato - dribblando i numerosi giornalisti presenti - in procura a Pavia da un ingresso secondario per essere ascoltato come testimone nella nuova inchiesta che vede indagato per omicidio aggravato l’amico Andrea Sempio. Il 37enne - sentito l’ultima volta il 20 maggio 2025 - è chiamato (nuovamente) a spiegare a quali stanze della villetta di via Pascoli aveva accesso l'amico, ma anche sui rapporti tra la sorella e l'indagato, così come del contenuto dei video intimi della ventiseienne e di Stasi, protetti da password, trovati nel computer di casa.

Sempio, alla guida dell’auto, era accompagnato dai due legali. All’indagato verrà letto il capo di accusa, poi si avvarrà della facoltà di non rispondere. Il 38enne è il solo indagato, non più in concorso con l'assassino Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso con almeno 12 colpi (inferti con un’arma finora sconosciuta) la ventiseienne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali. Contro l'indagato c'è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima - per la genetista Denise Albani è impossibile stabile se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l'impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall'assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell'indagato non è attribuibile a lui. La Procura di Pavia - che non ha ancora fornito l'orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 - pare non credere all'alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata - per supportare il movente - a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma 'Andreas' in cui emerge la presunta «ossessione» verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell'amico Marco Poggi.