L'intelligenza artificiale, la tecnologia che promette di ridefinire il sapere umano, ha convinto una delle università più prestigiose del mondo, la Princeton University, a introdurre la sorveglianza obbligatoria per tutti gli esami in presenza a partire dal 1° luglio. Si tratta del cambiamento più significativo al proprio sistema di integrità accademica dai tempi della sua fondazione.Il sistema di onore di Princeton risale al 1893, quando gli studenti stessi presentarono una petizione per eliminare i sorveglianti dagli esami, impegnandosi collettivamente a non barare né ad assistere altri nel farlo. Un patto generazionale, rinnovato tacitamente per oltre un secolo. La premessa era semplice: se copiavi, tradivi non solo l’università ma la comunità. Se vedevi copiare e tacevi, rompevi lo stesso patto. Quella premessa non regge più e l'uso dell'AI durante gli esami scritti è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo.I numeri che hanno rotto il pattoCome esposto nel memo del decano Michael Gordin, è che gli strumenti di AI e i dispositivi elettronici abbiano reso le violazioni più difficili da osservare e quindi da segnalare dagli studenti. Consultare un modello linguistico su un telefono o computer durante un esame non lascia segni evidenti che altri studenti possano notare, rendendo più difficile l’applicazione di un sistema di sorveglianza basato solo sulla fiducia reciproca.L’intelligenza artificiale arriva su un sistema già logorato, dove il meccanismo della segnalazione tra pari era diventato fragile, se non impraticabile, come dimostra il sondaggio annuale del Daily Princetonian - il giornale studentesco - sugli studenti senior del 2025: il 29,9% degli intervistati ha dichiarato di aver barato in un compito o un esame durante la propria carriera universitaria. Una cifra già significativa. Inoltro, il 44,6% dei senior ha riferito di essere a conoscenza di violazioni del Codice d'Onore che ha scelto di non segnalare. Solo lo 0,4% ha detto di aver effettivamente denunciato un collega.Le nuove modalità di sorveglianzaLa modifica approvata dalla facoltà quasi all'unanimità non elimina l’Honor Code, ma aggiunge una clausola al regolamento che richiede la supervisione di tutti gli esami in presenza da parte di personale istruttivo. Secondo il nuovo regolamento, i docenti saranno presenti durante gli esami come osservatori, con istruzioni di non interferire direttamente con gli studenti durante lo svolgimento della prova. In caso di sospette violazioni, il sorvegliante documenterà quanto osservato e riferirà all’Honor Committee, il comitato studentesco che giudica le infrazioni.La stessa proposta riconosce esplicitamente che «la presenza di un docente durante gli esami non eliminerà i comportamenti scorretti. Tuttavia, ritengono che avrà un significativo effetto deterrente e che la presenza di un testimone aggiuntivo in aula ridurrà la pressione sugli studenti, incoraggiandoli a notare e segnalare eventuali irregolarità durante lo svolgimento degli esami».