Ha quasi settant’anni. Ma sembra averne tre. E vuole maturare. L’intelligenza artificiale si fa adottare da istituzioni come la Camera e il Senato per migliorare l’iter legislativo.
Si fa utilizzare dagli studenti non per imbrogliare a fare i compiti ma, nella versione “studio”, come supporto per impararare meglio e più in profondità.
I suoi produttori accettano, quasi tutti, il codice volontario di buone pratiche per l’applicazione dell’AI Act dell’Unione Europea, invece di lamentarsi all’insegna dello slogan ormai logoro secondo il quale le regole frenano l’innovazione.
Già.







