Musk e Bessent fanno a cazzotti

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Razzante* Per la prima volta l’esame di maturità si confronta in modo diretto con l’Intelligenza artificiale (AI). Una rivoluzione silenziosa, ma...

Razzante*

Per la prima volta l’esame di maturità si confronta in modo diretto con l’Intelligenza artificiale (AI). Una rivoluzione silenziosa, ma profonda, che attraversa la preparazione degli studenti e solleva interrogativi sul futuro della scuola. Secondo un’indagine di Skuola.net, solo un maturando su 10 non ha mai usato l’AI quest’anno. Il 35% lo fa regolarmente, il 34% saltuariamente, mentre quasi la metà ammette di averla impiegata per superare verifiche in classe, e uno su 5 lo ha fatto abitualmente senza essere scoperto. Da un lato c’è chi affida all’AI la produzione di testi e contenuti, col rischio di spegnere la propria capacità di ragionamento e rinunciare allo sviluppo del pensiero critico. Dall’altro, però, l’Intelligenza Artificiale offre opportunità straordinarie a chi la sa usare consapevolmente: aggrega informazioni, propone collegamenti interdisciplinari, consente di risparmiare tempo nella raccolta dei dati e dedicarsi con più attenzione alla rielaborazione personale. Più che un nemico, l’AI può diventare un alleato del pensiero, a patto che venga insegnata e compresa fin dai primi anni di scuola. Intanto, più di uno studente su tre sta già valutando di usare l’AI anche durante l’esame di maturità, sfidando le regole e rischiando l’esclusione. Un dato preoccupante, che mostra quanto l’integrazione dell’AI nel percorso scolastico sia ancora ambigua e poco regolamentata. Ecco perché l’Intelligenza Artificiale impone un ripensamento radicale delle modalità di apprendimento e di valutazione.