DA VEDERE. Coinvolge ed emoziona “E i figli dopo di loro” di Ludovic e Zoran Boukherma, ennesimo titolo francese di qualità ad approdare nei cinema italiani. Attinto da un pluripremiato romanzo, descrive le vicissitudini del giovane Anthony, della ragazza che ama e di un coetaneo a lui ostile in quattro estati trascorse negli anni Novanta in Francia, in un piccolo triste paese di provincia. Bravissimo il protagonista Paul Kircher così come di alto livello il resto del cast, efficaci i dialoghi, avvincente il racconto che si dipana in 146 minuti di immagini magnificamente fotografate da Augustin Barbaroux. DA EVITARE. Rosa è una quindicenne espansiva cresciuta in Romania nel villaggio di Buftea in via del Cane, vince il concorso “Miss delle Ceramiche”, la mamma ne affida il futuro al cugino - che è come affidare una cassaforte alla Banda Bassotti - e lui la porta infatti subito a rallegrare le serate dei politici del Parlamento Europeo; un giorno Rosa viene trovata ferita a Perugia, indagano un’irreprensibile procuratrice e uno sfigato psicologo di cui la ragazza s’invaghisce appena lo vede. E’ la bislacca trama di “Illusione”, il brutto film di Francesca Archibugi che oltre a una sceneggiatura probabile come la vittoria dello scudetto da parte dell’Entella presenta dialoghi agghiaccianti che sembrano scritti dai concorrenti de “Il Grande Fratello Vip” di Canale 5. Mediocri interpreti Jasmine Trinca, Michele Riondino, Filippo Timi e Vittoria Puccini; Trinca e Timi peraltro erano già insieme un paio di mesi fa nell’imbarazzante “Gli occhi degli altri” ma qui lei è vestita. Il film dura 110 minuti, percepiti il doppio.