I dati di ascolto parlano chiaro: i punti di share della manifestazione canora europea calano e il chiacchiericcio tipico delle competizioni in diretta si è quasi trasformato in un silenzio tombale. Sappiamo bene che l’Europa si trova in un momento decisivo per il suo futuro e che certe premesse di coesione vacillano. Ma per rinforzare il soft power dovremmo recuperare altre stradeLa vittoria dei Måneskin nel 2021 ha falsato tutto. Inebriati dal canto rock e «fuori di testa» delle sirene di Monteverde e dall’irresistibile tentazione di praticare il più classico dei salti sul carrozzone del vincitore, ci siamo illusi che l’Eurovision fosse roba per noi. Pura tracotanza: non paghi dell’evento canoro nazionale che ha ispirato la nascita del corrispettivo internazionale, abbiamo creduto che il Sanremo dei druidi metallari, della tarda eurodance, del folk con la cassa dritta ePer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?