"Non andare a Eurovision è stare dalla parte giusta della storia. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a una guerra illegale e a un genocidio": così il premier spagnolo Sanchez0 seconds of 1 minute, 27 secondsVolume 90%Press shift question mark to access a list of keyboard shortcuts00:0001:2701:27
Si è completata con la seconda Semifinale di ieri sera, 14 maggio, a Vienna il quadro dei paesi in gara per la finale dell’Eurovision Song Contest 2026. Sono 25 le nazioni che si contenderanno la vittoria sabato 16 maggio. Quest’anno non ci sarà sicuramente la Spagna che assieme a Islanda, Irlanda, Paesi Bassi e Slovenia, ha deciso per protesta contro la presenza di Israele di non partecipare. La Nazione sarebbe entrata di diritto alla Finalissima di domani 16 maggio perché fa parte delle Big 5, i Paesi fondatori dell’Europa, con Italia, Germania, Regno Unito e Francia.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, in un video pubblicato sui social, ha difeso la decisione della Spagna di non partecipare. “Di fronte a una guerra illegale e a un genocidio,- ha detto – il silenzio non è un’opzione e non possiamo rimanere indifferenti a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano. È una questione di coerenza, responsabilità e umanità. Siamo dalla parte giusta della storia”.












