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Ultimo aggiornamento: 16:30

La conferma, questa volta, è senza mezzi termini: ci sono costruttori cinesi interessati ad acquisire fabbriche di auto in Italia e il governo è pronto ad aprire le porte. Dopo averlo anticipato durante un question time alla Camera, il ministro delle Imprese Adolfo Urso rompe ogni indugio e chiarisce che gli impianti di Stellantis potrebbero ospitare in futuro carmakers di Pechino: “Ci sono una, due o tre aziende automobilistiche cinesi che stanno pensando di investire in Italia e nel caso sono le benvenute”.

Ormai è solo questione di tempo. Alla vigilia della presentazione del piano industriale del gruppo franco-italiano, in programma il 21 maggio, si affastellano da settimane i possibili pretendenti. Dopo Xiaomi e Xpeng, sono emersi i nomi di Dongfeng – che proprio oggi ha annunciato una partnership con Stellantis per la produzione di Peugeot e Jeep nel Paese asiatico – e di BYD, che ha parlato in chiaro del suo interesse attraverso la vice-presidente Stella Li.

La fabbrica indiziata numero uno per un’eventuale collaborazione o cessione è quella di Cassino, sostanzialmente ferma da quattro mesi e senza missioni produttive in rampa di lancio. Potrebbe non essere l’unica. La produzione della 500 ibrida a Mirafiori, nel primo trimestre dell’anno, non ha rispettato le aspettative: 14mila unità prodotte quando le previsioni erano di assemblare 100mila auto nel 2026. Senza un’accelerazione saranno 48mila, circa la metà delle attese.