Egregio direttore, la scelta del Gazzettino di fare un dibattito tra i due candidati sindaco di Venezia, Andrea Martella e Simone Venturini, escludendo tutti gli altri è una palese violazione della democrazia, della par condicio e del diritto dei cittadini di conoscere le proposte di tutti i candidati. Parlate tanto di democrazia ma i primi anti democratici siete proprio voi. E non lamentatevi poi se la gente non va più a votare. So che non pubblicherà questa lettera, ma almeno spero abbia l'umiltà di leggerla.

R.D.

Venezia

Caro lettore, ho sempre pensato che la par condicio non sia una garanzia di democrazia, ma la sua umiliazione e negazione. Il diritto di poter scegliere liberamente è uno dei capisaldi della vita di un paese democratico. Vale per tutti. Anche per i giornali e i giornalisti. Come direttore di giornale sono e devo essere libero di decidere chi intervistare o meno. Devo e posso scegliere chi interrogare e interpellare su un argomento. Vale per l'amministrazione di una città come per la crisi di una grande industria o per le polemiche sulla Biennale. Sarà poi il lettore a decidere se sbaglio, se faccio scelte poco interessanti o troppo partigiane.

Se uno non condivide la nostra impostazione e le nostre scelte valuterà di non comprare più il giornale, di informarsi in un altro modo. Ed inoltre: dove sta scritto che un signore solo perché ha deciso di candidarsi a sindaco di una città, cioè prima ancora di essere stato votato e di dimostrare di rappresentare qualcosa e qualcuno per i cittadini, abbia il diritto ad essere intervistato o ascoltato da noi su qualsiasi argomento, alla pari degli altri candidati? Queste sono le derive della cultura maldestra e demagogica dell'uno vale uno. Ma non è così. A tutti i candidati a sindaco di Venezia il Gazzettino ha dato spazio e attenzione. Non solo: ciascuno di loro è stato raccontato o verrà raccontato nei giorni prima del voto dedicandogli un'intera pagina. Non c'è nessuna censura preventiva né nessuna esclusione.