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L’identità umana non è mai un blocco monolitico, ma è fatta di contrasti. Parte da questo presupposto il primo libro del giornalista televisivo

L’identità umana non è mai un blocco monolitico, ma è fatta di contrasti. Parte da questo presupposto “Eva e Maria”, il primo romanzo di Tommaso Martinelli, giornalista e autore televisivo, che sceglie la forma narrativa per esplorare i confini della psiche e le contraddizioni del desiderio.

Al centro della narrazione si trovano Eva e Maria. Non sono solo due protagoniste, ma due anime antitetiche che si spartiscono lo stesso corpo. Eva incarna l’impulso, la curiosità che brucia le tappe e la volontà di osare senza riserve. Al polo opposto si muove Maria, che cerca nel senso del limite e nella protezione una bussola per orientarsi nel mondo.

La loro convivenza è una trattativa quotidiana. Il testo descrive come ogni scelta, dalla più banale alla più determinante, sia l’esito di una battaglia silenziosa tra queste due polarità. Attraverso il filtro dell’adolescenza, Martinelli racconta la fatica e il coraggio necessari per crescere, specialmente quando ciò che siamo davvero collide con le aspettative esterne o con il nostro stesso bisogno di sicurezza. Il romanzo diventa così una parabola sulla complessità: le due ragazze rappresentano la verità secondo cui nessuno è mai una persona sola.