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Cesare Bechis e Francesco Petruzzelli

Taranto in piazza per il 35enne maliano, ucciso da una baby gang sabato mattina, in centinaia sotto la pioggia. In città anche il fratello Souleymane. Il primo cittadino Bitetti: «Non è vero che la città è rimasta indifferente»

«Vogliamo che ci sia giustizia, così come deve essere, non vogliamo vendetta, noi siamo persone buone e rispettose, non odiamo nessuno». Le parole di Abdoulai, zio di Bakari Sako, ucciso a coltellate da una gang di ragazzini all’alba di sabato scorso in piazza Fontana a Taranto, sono risuonate ieri sera sul luogo del delitto, raggiunto da centinaia di persone nonostante la pioggia. La stragrande maggioranza appartiene alla vasta comunità africana di Taranto e provincia, che ripete: «Qui siamo tutti Sako».

Ma ci sono anche tanti cittadini, i rappresentanti del mondo sindacale, religioso, studentesco, culturale. E ci sono, anche, molti abitanti della città vecchia che hanno preso le distanze dall’atto di gratuita violenza compiuto dal gruppo di giovani che ha aggredito e ucciso il 35enne bracciante. «La violenza non ha colore» è la frase che campeggia sullo striscione esposto da alcuni connazionali di Bakari durante la manifestazione organizzata da Libera Taranto, Associazione Babele Aps e Mediterranea Saving Humans. Presente anche il fratello della vittima, Souleymane Sako, che sui social ha scritto: «Sei andato così fratello, come eri silenzioso e rispettoso».