Il caso è esploso su una nave da crociera, un virus talmente potente da uccidere un ornitologo olandese (e sua moglie), che si suppone possa aver inalato particelle virali infette durante un'escursione in una zona di discarica, presumibilmente frequentata da roditori infetti, in particolare il ratto pigmeo del riso a coda lunga (Oligoryzomys longicaudatus). Dell’hantavirus conosciamo questo e anche le modalità di trasmissione: passa all'uomo attraverso il contatto con saliva, urine o escrementi di roditori infetti, oppure inalando particelle disperse nell'aria durante la pulizia di ambienti contaminati (come cantine, soffitte o baite).

Ma c’è altro da sapere, ci sono zone oscure, aree di incertezza scientifica, epidemiologica e clinica, in cui gli esperti cercano di addentrarsi non senza difficoltà. Dunque cosa non sappiamo dell’hantavirus? “Le principali incognite - spiega Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano - riguardano la trasmissione, l’evoluzione dei ceppi, la risposta immunitaria e la prevenzione”. Eccole.

Hantavirus, si trasmette da uomo a uomo. Ma in Europa il pericolo è basso per ora

di Letizia Gabaglio 07 Maggio 2026

Cosa resta da capire