Prima del caso della nave Hondius non li conosceva praticamente nessuno, ma gli hantavirus sono fra noi da sempre. Oggi se ne conoscono 23 specie diverse che possono causare sintomi negli esseri umani, alcune presenti anche in Italia. “La buona notizia è che ogni virus ha bisogno di un ospite che ne garantisca la moltiplicazione e in Europa non ci sono i roditori serbatoio delle specie che causano le forme polmonari, più gravi e letali; la cattiva è che commerci di specie selvatiche, globalizzazione e riscaldamento climatico potrebbero cambiare le carte in tavola”, spiega Annapaola Rizzoli, Responsabile Unità Ecologia Applicata della Fondazione Edmund Mach, che da anni studia questi virus.

L’Ecdc

Per ora comunque in Europa non ci sono rischi, come conferma l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: “Al momento, il rischio per la popolazione generale in Europa derivante da questa epidemia è considerato molto basso, dato che a bordo sono in atto adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni e che gli hantavirus non si trasmettono facilmente da persona a persona – fa sapere l’Ecdc – .L'eccezione è il virus Andes, segnalato principalmente in alcune zone del Sud America, che ha dimostrato di diffondersi tra le persone, in genere attraverso un contatto stretto e prolungato. Non è ancora noto se la trasmissione nell'attuale epidemia sia avvenuta per esposizione ambientale o tra individui, e lo specifico hantavirus coinvolto non è stato ancora identificato".