Il monitoraggio globale dell'hantavirus si è attivato lo scorso 2 maggio 2026, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un focolaio di gravi patologie respiratorie a bordo di una nave da crociera MV Hondius. Il bilancio, al momento, conta otto casi complessivi tra passeggeri ed equipaggio, con almeno tre decessi già confermati. Le analisi di laboratorio hanno identificato l'agente patogeno nel virus Andes, una variante specifica della famiglia degli hantavirus nota per la sua aggressività. La situazione è attualmente sotto l'osservazione costante dell'Ecdc e dell'Oms per coordinare la risposta internazionale e contenere la diffusione del contagio.

Gli hantavirus appartengono alla categoria dei virus zoonotici, microrganismi che risiedono naturalmente nei roditori e possono colpire l'essere umano in modo occasionale. Come precisato dall'Istituto Superiore di Sanità, l'infezione può evolvere in quadri clinici severi, con esiti spesso infausti. La geografia del virus ne determina la manifestazione: nelle Americhe prevale la sindrome cardiopolmonare, caratterizzata da un rapido deterioramento delle funzioni vitali, mentre in Europa e Asia è più comune la febbre emorragica con sindrome renale. Sebbene i numeri globali restino contenuti, la letalità nelle aree endemiche può superare il 25%.