L'hantavirus riporta il mondo nella psicosi da pandemia sei anni dopo l'arrivo del coronavirus. «Non è come il Covid. Non prevediamo una grande epidemia, né una pandemia», fa sapere l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che osserva con grande attenzione il focolaio di hantavirus che si è sviluppato sulla nave da crociera MV Hondius in viaggio nell'Atlantico, che ha causato finora tre decessi - una coppia olandese e una donna tedesca -, e otto contagiati, cinque dei quali confermati dall'Oms. Ulteriori infezioni sono possibili, hanno avvertito gli esperti dell'Oms riuniti a Ginevra in un nuovo aggiornamento della situazione, precisando che sebbene il focolaio di Hantavirus rappresenti una grave situazione di salute pubblica e deve essere gestito con cautela date le sue caratteristiche, rimane per lo più contenuto e il rischio complessivo per la popolazione generale resta basso.

L'hantavirus non è un virus singolo ma una famiglia di patogeni che comprende oltre 40 specie note, tutte accomunate da una caratteristica: vivono nei roditori — topi, ratti, arvicole — senza farli ammalare, e si trasmettono all'uomo attraverso il contatto con urina, feci o saliva degli animali infetti, soprattutto quando queste sostanze si seccano e diventano polvere che viene respirata. Il nome deriva dal fiume Hantan, in Corea del Sud, dove il virus fu isolato per la prima volta negli anni Settanta.