Roma, 11 mag. (askanews) – Gli hantavirus sono una famiglia di virus in grado di causare gravi malattie come la sindrome polmonare da hantavirus (HPS) e la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS). Si diffondono principalmente attraverso i roditori, ma va sottolineato che la probabilità di trasmissione da persona a persona è molto bassa e si verifica solo in caso di contatto diretto e ravvicinato con un individuo sintomatico.
Generalmente, l’hantavirus si contrae per inalazione: ciò avviene quando si respira in spazi aperti o chiusi (fienili, frutteti, pascoli) dove le feci o l’urina di roditori infetti hanno rilasciato il virus, contaminando l’ambiente. La trasmissione è possibile anche per contatto diretto, toccando roditori infetti, vivi o morti, o le loro feci o urina; oppure (più raramente) tramite morsi o graffi di roditori.
Sebbene la trasmissione degli hantavirus nelle Americhe sia prevalentemente zoonotica, legata al contatto con roditori serbatoio e i loro escrementi, la regione ha una storia che suggerisce la trasmissione da persona a persona, principalmente associata al virus delle Ande, endemico nel Cono Sud. Questi eventi, descritti in precedenti focolai in Argentina (1996, 2018) e Cile (1997, 2004, 2014), si sono verificati in contesti di esposizione ravvicinata e prolungata, generalmente in ambito domestico o durante il periodo prodromico del caso indice.













