Sal Da Vinci, tra i favoriti all'Eurovision, ha portato sul palco l'italianità di cui va fiero. Nella sua esibizione fuochi d'artificio e un abito da sposa con il tricolore che squarcia la scena. "La lingua italiana - aveva già detto - ha un suono meraviglioso. Dalla prima volta che sono arrivato qui per i party promozionali, ad Amsterdam e a Londra, tutti cantavano la mia canzone. I non italiani cantavano la mia canzone". E il motivo per l'artista è chiaro: "La cultura di Napoli, e quindi dell'Italia, è riconosciuta nel mondo".
A Vienna, ad esempio, "sento per strada la gente che canta Per sempre sì. E incontro stranieri che mi dicono di non dar retta a quello che scrivono o dicono in Italia. Sono frasi che mi fanno pensare, come diceva quel tale, che fare l’italiano in Italia è più difficile che fare l’italiano fuori dall’Italia. Ad esempio, al party di Eurovision tenuto a Londra tutti ripetevano simpaticamente 'accussì'...". Intervistato dal Giornale, il vincitore di Sanremo 2026 non può non tornare sulla polemica sollevata da Aldo Cazzullo in merito al suo brano: "È più difficile resistere ai trabocchetti o magari alle insidie di polemiche tipo quella sulla 'colonna sonora di un matrimonio della camorra' (così la definì in un articolo Cazzullo".














