"Arrivare qui alla mia età spero sia d'esempio per i giovani che credono nei sogni".

Sal Da Vinci, da quel sabato sera di febbraio che lo ha visto incredulo vincere il Festival di Sanremo con Per sempre sì, guarda ancora con stupore agli ultimi mesi vissuti che a 57 anni gli hanno regalato una popolarità inaspettata. "Io mi sento un operaio, un artigiano della musica, un dispensatore di sentimenti - racconta, il giorno dopo la prima esibizione sul palco dell'Eurovision Song Contest a Vienna, che lo vede tra i protagonisti e dove nella finale di sabato cercherà di riportare la manifestazione canora in Italia, supportato dai bookmaker che lo vedono nella top 5 -. Sono un operaio che è arrivato dal basso, ma ho tanto sognato e sperato. Molti di quei sogni si sono infranti, ma ora mi sembra di continuare a sognare a occhi aperti. Il tempo è galantuomo. E ai giovani dico che quando il talento c'è, prima o poi viene fuori, non c'è bisogno di affrettare i tempi. E ora voglio cantare per quelli che non hanno realizzato i loro sogni, per quelli che vengono dal basso e hanno faticato. Non bisogna avere paura, io non ne ho mai avuta. Al massimo sono stato timoroso, ma ho sempre perseverato".

Già, perché Sal sul palco la prima volta è salita che era solo un bambino (e ora si appresta a festeggiare i 50 anni di carriera), ma il vero successo è arrivata di recente: prima con la hit Rossetto e Caffè, uscita a giugno 2024, e poi con Per sempre sì.