Dalle distopie di Orwell e Huxley alla personalizzazione algoritmica, il libro Manipolazione analizza il modo in cui paura, piacere, dati e intelligenza artificiale possono diventare strumenti di manipolazione. Ne proponiamo un estratto
Robert Walmsley University Professor presso la Harvard Law School
Racconti di un futuro distopico spesso presentano due forme diverse di schiavitù umana. La prima fa perno sulla paura del dolore; la seconda sul fascino del piacere. I manipolatori vanno a nozze sia con il dolore, sia con il piacere.
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Nel XX secolo, le due forme di schiavitù sono state definite, rispettivamente, da 1984 di George Orwell e da Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Il romanzo di Orwell è l’incubo di uno Stato totalitario, in cui il Grande Fratello governa con il terrore e in cui chiunque è potenzialmente esposto al carcere o alla tortura. Poiché di Grandi Fratelli se ne possono trovare ovunque nel mondo, e per il racconto feroce di come si possa spezzare la libera volontà (“Amava Grande Fratello”), il libro di Orwell continua ad avere risonanza.







