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Ultimo aggiornamento: 7:24

Ci spaventiamo sempre delle cose sbagliate. Abbiamo paura della AI pensando che sia quella cosa chiamata ChatGpt o Gemini, che scrive temi ai ragazzi pigri o che genera immagini con gattini con gli occhi troppo grandi. L’AI deve fare paura, ma non per questo motivo. Non ci porterà via il lavoro, ma ci toglierà qualcosa di molto più importante.

Ogni giorno la nostra esistenza lascia tracce. La mappa che puntiamo per raggiungere un luogo, i commenti che scriviamo nei social network, le mail che inviamo, le telefonate che facciamo, e anche le cose che diciamo in confidenza mentre abbiamo un telefono appoggiato sul tavolo o in tasca. Ognuna di queste azioni viene registrata. Ognuno di questi elementi diventa un’informazione. C’è un cervello elettronico che inghiotte tutti questi dati, e li trasforma in una mappa meticolosa del mondo in cui viviamo. Un sistema di sorveglianza e controllo.

Un’azienda multimilionaria chiamata Palantir, pagata dalla CIA, ma anche dai servizi segreti di Regno Unito, Israele e della Nato. Un privato che conosce e usa informazioni sui cittadini per il controllo. Palantir è il sistema che permise di catturare Bin Laden, e che oggi, che è molto più efficiente e potente, guida i rastrellamenti dell’Ice, la polizia anti-immigrazione di Trump, e detta le linee operative per la guerra in Iran. Dietro questa azienda ci sono due uomini. Un imprenditore, Peter Thiel, ultra-conservatore che tiene conferenze sull’Anticristo, e un “visionario”, Alex Karp.