Gli studi sul cervello dei ragazzi hanno portato a numerose nuove evidenze. Tuttavia, come società, non utilizziamo queste preziose informazioni e continuiamo a considerarli semplicemente “problematici”. Un nuovo libro offre un punto di vista inedito

di Giulia Mattioli

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L’adolescenza è comunemente narrata come una stagione di crisi, impulsività e conflitto, un’età difficile da sopportare tanto per chi la vive quanto per chi la osserva dall’esterno. Lo psicologo e professore Laurence Steinberg propone un cambio di paradigma: smettere di considerare gli adolescenti come problematici e bisognosi di correzione, e riconoscere invece che questa fase della vita rappresenta una finestra di sviluppo straordinaria, forse la più importante dopo la prima infanzia. Un’età delle opportunità, come sottotitola il suo libro Adolescenti, che esce in questi giorni in una nuova edizione per Codice Edizioni.

Pubblicato originariamente con il titolo Age of Opportunity, il volume si muove tra neuroscienze, psicologia dello sviluppo e riflessione educativa, con l’ambizione di tradurre in un linguaggio accessibile decenni di ricerca sul cervello, e mostrare come queste conoscenze possano aiutare concretamente le famiglie, ma anche orientare la scuola, la giustizia e le politiche pubbliche. “Lo stereotipo vuole che l’adolescenza sia un periodo di grande confusione: in effetti è proprio così, ma ad essere confuse non sono le persone che lo attraversano; in realtà gli adulti sono molto più disorientati”, scrive nell’introduzione del libro.